Vai a pranzo con Fuksas

Un pranzo benefico con l’Architetto di fama internazionale Massimiliano Fuksas, questa la proposta di CharityStars, piattaforma digitale che mette all’incanto esperienze e incontri con personalità del mondo dello spettacolo, dello sport e dell’imprenditoria per beneficenza. Chi desidera avere l’opportunità di conoscere da vicino uno dei principali protagonisti della scena architettonica contemporanea, da oggi potrà collegarsi al portale benefico e fare la propria offerta.

Il pranzo con l’architetto sarà organizzato a Firenze presso il ristorante Cibrèo. I proventi saranno devoluti alla Robert F. Kennedy Foundation of Europe Onlus, associazione supportata da Fuksas che mira ad avviare progetti di sensibilizzazione ed educazione nelle scuole delle future generazioni.

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Fonte: firenzetoday.it

Sport Industry intervista Alberto Apostoli

di Lucia Dallavalle

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Insieme all’Arch. Apostoli entriamo nel dettaglio delle tendenze della progettazione di centri benessere, di come la crisi economica abbia cambiato la progettazione, la realizzazione e l’allestimento di questi spazi wellness e, soprattutto, quali siano le migliori scelte costruttive in ottica di risparmio energetico e di sostenibilità, non solo ambientale, ma anche gestionale.

Quali tendenze ravvisa nella progettazione di centri benessere e spa?

«Proprietari e gestori di spa richiedono sempre più una struttura che offra qualcosa di unico, che abbia una sua forte personalità e che si distingua nettamente dalle altre. È sempre maggiore, inoltre, il desiderio di creare una spa che sia legata al territorio: non è solo il design a dover richiamare gli influssi architettonici tipici della zona geografica locale, ma anche i servizi offerti e le attrezzature principali devono rispecchiare tradizioni e culture tipiche del luogo. Persino i trattamenti vengono sempre più spesso realizzati con prodotti locali. Cresce inoltre la richiesta di quelle che vengono definite come “medical spa”, dove il valore curativo diventa primario.»

La crisi economica ha mutato i criteri di progettazione e design di questi spazi? Come?

«Volendo guardare la situazione da un punto di vista ottimistico, direi che la crisi ha dato impulso alla ricerca. Come studio, abbiamo incentivato l’attività di ricerca e sviluppo in direzione di tecnologie in grado di ridurre i consumi energetici. Il mio impegno nella cura degli aspetti estetici e creativi è sempre bilanciato da un profondo studio per ottenere il massimo dagli impianti e dai materiali. A tal fine, è continuo il confronto con aziende e tecnici per essere sempre aggiornato sulle ultime novità. Per limitare invece i costi di realizzazione, personalmente cerco delle finiture più “caratterizzanti”, che risultano leggermente più economiche, senza diminuire l’appeal estetico della spa.»

In che modo l’attenzione all’ambiente e all’ecosostenibilità, anche energetica, influenza le scelte e le soluzioni progettuali nella realizzazione dei centri benessere?

«La mia filosofia progettuale è certamente legata alla sostenibilità, non solo per quanto riguarda il risparmio energetico, ma anche nell’utilizzo di materiali e prodotti locali, legati appunto al territorio. Parlare di “sostenibilità” quando si realizza una spa può risultare paradossale, visto che questo tipo di strutture, dovendo garantire temperature dell’aria molto elevate, sono particolarmente “energivore”. Tuttavia, le nuove tecnologie, come impianti di cogenerazione, pompe di calore che utilizzano impianti fotovoltaici e solare termico, ecc., ci consentono di contenere consumi e costi. Per migliorare le performance delle spa che progetto, riservo sempre una particolare attenzione all’involucro architettonico.»

Quali sono le richieste da parte dei committenti che più l’hanno colpita o sorpresa?

«In quasi vent’anni di esperienza nel settore, ne ho davvero viste di ogni tipo e, oramai, è difficile che qualche richiesta particolare possa sorprendermi. Mi piace notare come, con sempre maggiore frequenza, i clienti siano legati a filosofie o “parareligioni” particolari e, di conseguenza, richiedano progetti che si ispirino al loro stile di vita.»

Ci sono spazi, elementi, aspetti a cui non rinuncia mai nel progettare centri wellness e spa?

«Non rinuncio mai al riferimento alla natura, al territorio e all’aspetto “sensoriale” della spa. In nessun caso adotto soluzioni tecniche o artistiche decontestualizzate o che banalizzino il nobile concetto di benessere.»

Le è capitato di occuparsi anche di ristrutturare e rinnovare spa e centri benessere già esistenti? Se sì, quali sono gli aspetti sui quali più spesso le è stato richiesto di intervenire?

«In verità, mi capita spesso di essere contattato per risolvere criticità progettuali grossolane dovute a inesperienza, superficialità e talvolta a un eccessivo “ego”. Purtroppo, spesso la colpa va imputata ai committenti, che affidano il progetto a tecnici inesperti o, ancora peggio, ad aziende produttrici di attrezzature le quali, per definizione, non sono in grado di affrontare con la dovuta professionalità le tematiche tecniche, di consumo energetico, di manutenzione e di gestione operativa della spa stessa. Un po’ come rivolgersi al farmacista invece che al dottore per ricevere una diagnosi».

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