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WELLNESS & LIFESTYLE DESIGN FOR A BETTER LIVING

By 3 Giugno 2020 No Comments
WELLNESS & LIFESTYLE

Corso di Alta Formazione di POLI.design – VII Edizione, Settembre 2020

 

Per discutere sui temi da affrontare nel prossimo corso “Wellness & Lifestyle – Design for a better living, che si è terrà a settembre 2020, POLI.design ha invitato a un tavolo multidisciplinare online, esperti del settore Spa per discutere e confrontarsi sulle nuove tematiche che dovranno essere affrontate in seguito al periodo che stiamo vivendo, in particolare per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza, all’igiene e alla loro percezione da parte dei potenziali clienti. Questi aspetti saranno sempre più elementi discriminanti per aziende e progettisti in ambito Spa e benessere, che si sono confrontati in quest’occasione su come  si dovrà agire per adeguare le strutture esistenti, adattare i progetti attualmente in fase di sviluppo, progettare nuove strutture e nuovi protocolli, per riuscire a rispondere alle nuove esigenze igienico-sanitarie e alla maggiore sensibilità degli utenti sui temi della salute e della sicurezza.

Moderati da Alberto Zanetta coordinatore del corso di Polidesign, i partecipanti hanno condiviso le proprie esperienze e differenti punti di vista, confrontandosi sui diversi problemi causati dalla pandemia in corso, ma anche sulle possibili risposte, sulle risorse da attivare e sulle opportunità di maggiore trasparenza e migliore comunicazione.

Dopo una riflessione introduttiva sulle conseguenze di questo eccezionale periodo, in cui si è sottolineata l’importanza di evitare per l’hotellerie un effetto “ospedaliero”, Alberto Zanetta ha aperto l’incontro dando la parola a Massimo Giubilesi, esperto di sicurezza e di progettazione sanitaria degli ambienti deputati al wellness, che ha presentato una panoramica sulla normativa in essere, sulle indicazioni da seguire e sulle possibili difficoltà. Ora più che mai le insidie e le minacce alla salute vanno dapprima conosciute e poi combattute, con un’analisi del rischio accurata e completa, non solo per quanto riguarda il Covid 19, ma anche per ogni altro potenziale virus o batterio. Un punto importante è valutare non solo quanto si dovrà fare nei prossimi mesi, ma anche verificare quanto è stato fatto finora, quali piani di sanificazioni si sono posti in essere, quanto fossero validi o quanto siano da implementare o migliorare, ponendo la massima attenzione al basso impatto ambientale, alla salute degli utilizzatori ma anche degli operatori.

 

Renato Cheodarci, direttore commerciale di QC Terme, ha portato la propria esperienza, raccontando come una realtà che coinvolge un gran numero di persone come quella di QC Terme stia reagendo e quali protocolli si stiano adottando per affrontare la crisi Covid, che ha provocato ingenti costi da fermo macchina e un azzeramento dei ricavi, con una perdita economica intorno ai 20 milioni di euro. Un impatto molto significativo deriva dalle maggiori spese per la sicurezza e per la pulizia. Inoltre, un concetto che sta emergendo, molto preoccupante per chi si occupa di wellness fuori casa, è che l’unico luogo sicuro è la casa. Per rispondere a questa nuova sensibilità, diverse nuove strutture, come l’hotel che QC ha a San Pellegrino, saranno impostate come “no contact”, senza reception, con tutte le operazioni automatizzate. Questo però comporta una perdita sul fronte della socialità, del valore aggiunto dato dal contatto umano. Per quanto riguarda la gestione e in vista di una possibile riapertura, QC Terme si è inoltre affidata ad esperti, virologi ed epidemiologi, per far stilare un protocollo ad hoc, al fine di garantire la massima sicurezza di chi si recherà alle terme.

 

Il concetto di casa come unico luogo veramente sicuro gioca parzialmente a favore di realtà come Technogym, che ha visto, secondo quanto affermato da  Christian Brugnoli, un incremento del fitness domestico con relativa maggiore richiesta di prodotti da utilizzare “in home”. L’azienda ha potuto quindi puntare su questo segmento, sul quale stavano investendo già da tempo, per compensare il calo in altri ambiti. Per quanto riguarda club e palestre, infatti, si è tutto bloccato. Per quanto riguarda la progettazione, Technogym ha sempre puntato su sicurezza e distanziamento, anche se poi a livello di club non sempre le indicazioni dell’azienda, non solo in termini di metri quadri per postazione ma anche di aereazione e illuminazione, sono stati rispettati. Alcune strutture si stanno attrezzando per noleggio di attrezzature a casa, ma naturalmente è una situazione molto difficile per il settore in generale. Technogym stava lavorando già nella direzione dell’allenamento a casa, anche grazie ad una app con consigli di fitness, con macchine o senza, perciò continuerà a spingere sempre più in questa direzione.

 

Franco Scaglia – Studio Scaglia si dichiara un po’ meno pessimista di altri operatori del settore, poiché pensa la difficoltà sarà sicuramente temporanea, anche se ne subiranno le conseguenze le strutture più piccole. Bisogna prepararsi al dopo, progettare in modo diverso, con diversi format, al cui centro dovrà essere necessariamente la socialità e l’aggregazione. Parlando con diversi responsabili di club, può ipotizzare un periodo di 6-12 mesi, dopo il quale si tornerà ad una normalità, anche se con alcune differenze rispetto a prima dell’epidemia. Ad esempio, si dovranno rivedere gli orari di apertura, il sistema di accesso, con l’uso della tecnologia (ad esempio il riconoscimento facciale), gli spazi. Non crede che l’home fitness potrà essere il futuro: le persone non vorranno allenarsi esclusivamente a casa, perché l’elemento di socialità resterà comunque un aspetto importante. Fondamentale sarà naturalmente l’investimento sulla parte dedicata alla sicurezza. I prossimi progetti di spazi per club, molto probabilmente, non saranno fatti per separare, ma per aggregare, anche se in modo diverso, enfatizzando comunque la parte dedicata alla socialità. Stare con gli altri, infatti, contribuisce al benessere. Scaglia ipotizza che il wellness, che era in crescita prima della pandemia, riprenderà forza e continuerà a crescere.

 

Sofia Gioia Vedani, Ceo di Planetaria Hotel, racconta la sua esperienza sia come architetto che come proprietaria di diversi hotel in Italia. Il settore alberghiero e della ristorazione sono tra quelli più colpiti dalla crisi di questi mesi, tanto da essere praticamente tutti chiusi, c’è tanta preoccupazione e non si vedono prospettive a breve. Hanno pensato di ripartire puntando sul food delivery, con un’offerta più qualificata e attenta a tutti gli aspetti, ma sono tante le strutture chiuse e il personale è in cassa integrazione. Si è notata una maggiore richiesta, subito dopo il primo allentamento del lockdown, in termini di day-use. Questo significa che all’hotel si associa una percezione di sicurezza, aspetto positivo che fa ben sperare su future richieste. L’igiene e l’attenzione alla pulizia vengono dati per scontati dai clienti per quanto riguarda le strutture conosciute, di cui si fidano, grazie alla relazione che si è creata nel tempo. È importante quanto viene comunicato e il percepito, quindi si punterà sempre più su soluzioni e su materiali che garantiscono maggiore igiene, oltre che su luoghi più privati, più raccolti, dove la coppia o i piccoli gruppi possano vivere con più tranquillità le strutture alberghiere anche nel periodo immediatamente post-Covid.

 

Laura Bagni, consulente Beauty e Wellness in Spa e hotel, si occupa anche di dimore storiche e ville. Sostiene che il periodo di crisi può stimolare un cambiamento, nuove risposte, un’alterazione delle abitudini; porterà necessariamente a nuovi modi di interazione tra gli individui, nuovi metodi di lavoro, nuove logiche di consumo. Il mondo del beauty e del wellness vivrà una trasformazione importante, perché i servizi sono, per loro natura, personali, basati sul contatto; la chiave di uscita dalla crisi si può trovare in un desiderio diffuso e ancora più profondo di stare bene. Ci sarà un cambiamento nel mondo dell’estetica guidato da alcuni fattori principali: in primo luogo, la pandemia ci ha insegnato che siamo tutti vulnerabili, mettendo in rilievo i rischi legati agli spostamenti, alla globalizzazione, e sottolineando l’importanza dell’igiene e della salute. L’attenzione all’igiene sarà infatti il primo e fondamentale fattore che il cliente pretenderà da una Spa, da un parrucchiere, da un salone beauty. Altro elemento importante sarà la pressione sociale: poiché ogni individuo potrà essere visto come un potenziale infetto, gli operatori dovranno essere percepiti assolutamente come sicuri, dovranno adottare dispositivi, protocolli, disciplinari adeguati. A livello normativo ci sarà sempre più attenzione agli standard di servizio, con maggiori controlli, anche per premiare le strutture più attente a questi aspetti. Infine, la pressione economica: potranno essere  favorite le grandi catene a discapito delle realtà più piccole, poiché si possono permettere costi e investimenti maggiori per aderire alle nuove esigenze.

Una chiave di risposta dovrà essere la digital transformation: la tecnologia dovrà essere adottata come un must have per tutte quelle azioni che non richiedono necessariamente il contatto, tra cui prenotazioni, pagamenti, gestione dei dati, conferme, feedback, anche e soprattutto legati alla percezione di pulizia. Le Spa dovranno essere un vero e proprio teatro dell’igiene. Anche la customer experience andrà incontro a un cambiamento, e pulizia e igiene potranno diventare nuovi driver per consolidare la clientela e acquisire nuovi clienti.

 

La parola passa ad Andrea Camera di Hofer e Alessio Luciani di Dornbracht, che collaborano nell’affiancare gli studi di progettazione per la definizione degli ambienti Spa, cercando di realizzare la loro idea, rispettando il loro mood e rendendola realizzabile e funzionale. Proprio per capire le evoluzioni e la linea base da adottare in questo periodo, non essendoci tuttora direttive precise, Dornbracht e Hofer hanno contribuito a promuovere questo confronto multidisciplinare. La questione dell’igiene e la sanificazione diventano elementi essenziali, da affrontare con approcci sempre più rigorosi. Se prima il consumatore sceglieva una Spa in base al desiderio di un’esperienza diversa, ora darà massima importanza alla percezione di igiene. Sarà infatti la percezione di sicurezza e di igiene l’elemento fondamentale che guiderà la scelta del cliente finale. Per questo motivo bisogna capire come trasferire il concetto di igiene al cliente e lavorare sul suo percepito, anche una volta che l’emergenza sanitaria sarà finita, ma evitando l’effetto di ospedalizzazione. Il ruolo dell’interior design sarà cruciale per rispondere a questi nuovi criteri, tenendo presente anche l’elemento economico e le difficoltà degli imprenditori, messi in crisi dal momento particolarmente difficile. Gli uffici tecnici di Dornbracht e Hofer si sono confrontati in questo periodo per trovare alcune risposte alle specifiche esigenze legate a questa situazione. Oltre che sull’acqua, ci si sta concentrando molto sull’aria, all’interno delle cabine e degli ambienti Spa in generale, poiché il profumo di pulito percepito nell’ambiente contribuisce a rafforzare la sensazione di igiene, di benessere e sicurezza.

 

Alberto Apostoli sottolinea che il modo di approcciare i progetti dovrà cambiare, almeno in parte, adottando nuovi criteri proprio per tenere conto dell’aspetto psicologico del cliente, a cui dovremo trasmettere una sensazione equilibrata tra massima sicurezza e ambiente piacevole, accogliente e non asettico. La progettazione delle Spa comprende aspetti tecnici, ingegneristici, di gestione, ma anche  in gran parte di comunicazione. Il progettista di Spa dovrà quindi cambiare atteggiamento verso il progetto stesso, che dovrà essere sempre visto come assolutamente multidisciplinare, con nuove procedure e nuove standardizzazioni, tenere conto di tutti gli aspetti di gestione, di impiantistica, di controlli, ma anche della percezione di quello spazio e della comprensione, da parte del cliente, delle soluzioni adottate. Non si può eliminare l’aspetto di contatto, di socializzazione, elementi essenziali dell’esperienza Spa. Per questo occorre trovare altre vie, anche tecniche e progettuali, per rispondere al desiderio di sicurezza senza sacrificare il concetto stesso di Spa. Sulle strutture già esistenti sarà ovviamente più difficile, mentre per gli spazi futuri si può pensare a visioni e approcci diversi.  Si potrebbe ad esempio ipotizzare, in modo analogo a quanto fatto per molte cucine dei ristoranti, di realizzare la parte più importante e critica di ogni Spa, la parte impiantistica, a vista. Tra le tendenze future, si andrà verso strutture meno complesse, più diffuse, destrutturate, di dimensioni più ridotte, magari combinate tra loro o con orari differenziati e più lunghi. La sensorialità legata all’esperienza non può essere modificata, ma si possono modificare le abitudini; perciò sarà sempre più importante, accanto all’aspetto impiantistico e ad una buona gestione organizzativa, l’approccio consulenziale, multidisciplinare e interdisciplinare.

 

L’architetto Paolo Bodega concorda con quanto condiviso da Alberto Apostoli, portando poi il proprio punto di vista sul tema e illustrando quali saranno le azioni e gli investimenti che si potranno fare sui progetti futuri ma anche su quelli già in essere. Probabilmente, una volta superato questo periodo, le persone tenderanno a dimenticare o rimuovere quanto successo, pur mantenendo l’idea di sicurezza e igiene come fondamentali per la propria scelta. Nei nuovi progetti potrà esserci quindi grande spazio per la creatività: ad esempio, in uno dei lavori a cui lo studio Bodega si sta dedicando, l’acqua è presente al 40%, mentre la Spa è concepita come un teatro, con elementi scenografici e innovativi. In generale, bisogna inventarsi processi, prodotti e soluzioni che assicurino al cliente una reale percezione di trovarsi in un luogo sicuro e sano.

 

Antonio Asquino – GPA Ingegneria si sofferma sul tema della formazione, molto importante per GPA, fondata da due insegnanti. Uno degli elementi essenziali per i giovani progettisti è la trasversalità, dato che sono sempre più importanti competenze multidisciplinari e coordinate, in un momento in cui non abbiamo certezze. L’approccio italiano alla risoluzione dei problemi, riconosciuto all’estero come valore positivo, è una risorsa utile, da non sottovalutare. All’ingegnerizzazione di progetto si è aggiunta un’ingegnerizzazione di processo, mentre un altro tema importante è l’analisi e il rispetto delle tempistiche.

La formazione è chiamata a preparare professionisti con capacità sempre più specifiche, per aiutare le imprese legate a wellness e benessere a superare questo momento e prepararsi per la ripresa.

 

In conclusione, appare evidente da tutti gli interventi che il timore legato al contagio sarà un elemento caratterizzante e che durerà a lungo, nei diversi ambiti ma a maggior ragione nelle Spa, in ambito hotellerie, nelle palestre e nei club. Sarà quindi fondamentale capire, in tutte le componenti e le fasi della progettazione, come rassicurare, come comunicare e come intervenire sul percepito delle persone, per trasmettere una sensazione di sicurezza, di igiene e di pulizia e trasformare il momento di crisi in una nuova opportunità per far crescere il settore.

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