Home Spa: il benessere nuovo luogo del vivere privato

Da qualche tempo alcuni clienti mi chiedono di poter godere di aree benessere all’interno della propria residenza privata; sempre più questi stessi clienti desiderano addirittura rivedere la logica con cui vivono il proprio “tempo privato” e sono disposti anche a modificare sostanzialmente i propri lay-out abitativi.

Io, normalmente, dico loro che ciò implica un cambiamento radicale del proprio modo di vivere e una centralità del “luogo del benessere” paragonabile, in questa logica, al soggiorno o alla camera da letto padronale.

Inserire o integrare un’area Spa in casa è una scelta importante, estremamente raffinata e segnale di una dimensione privata prioritaria su tutto, anche se non necessariamente antitetica alla dimensione collettiva e sociale dell’abitare (alcuni chiedono infatti questi “oggetti” per godersi ore di relax e intrattenimento con i propri amici o conoscenti).

L’esperienza progettuale fatta in questi anni negli spazi “concentrati e/o ridotti”, ma con una qualità generale elevata, mi ha permesso di constatare che l’utente è sempre più alla ricerca di un proprio “personale benessere” generato spesso dalla sofferenza di vivere tali spazi collettivi con altri nonché, molto spesso, privi di una propria identità stilistica.

Ciò che si cerca è altresì un piccolo spazio (anche se in alcuni casi parliamo di aree di 100/150 mq) in cui siano comunque sempre richiesti tre fondamentali elementi: 

a) la pressoché perfezione tecnica tipica di un prodotto importante e residenziale, 

b) una forte personalità stilistica unita ad un design in linea con la residenza e il mood del cliente, c) un’attenzione a tutti quei dettagli che trasformano un progetto nel “proprio personale” progetto.

Shirò e Mizu, Spazio Minor, Sandbubble e alcuni altri progetti privati realizzati, o in corso di realizzazione in Italia e all’estero in questi anni, mi hanno convinto che questo filone progettuale sia oggi la frontiera del benessere; una tematica che richiede grande capacità specialistica ma anche una grande sensibilità progettuale e soprattutto umana verso il cliente finale.

Conseguenza di questa nuova tendenza “abitativa” è il nascere di una nuova tipologia di residenza, sostanzialmente legata ad un nuovo standard che implica la creazione di un “luogo” per la propria persona destinato al proprio benessere psico-fisico. 

Non più quindi spazi o aree intese come estensioni o rivisitazioni dell’area bagno, bensì autentiche “isole” dedicate, spesso “esibite” come status sociale e culturale.

Il passaggio cruciale di questo fenomeno epocale del vivere sarà rappresentato dalla presenza di progettisti e designer in grado di capire come tecnica, emozione e desiderio di stare con se stessi - e con chi si ama - costituisce una triade inscindibile di valori cruciali per chi affronta progettualmente tale tematica. Ma non solo. 

Avviato infatti tale processo di “aggiornamento dei luoghi del vivere” già ora si stanno facendo importanti esperienze nel settore nautico e navale, nell’alberghiero di lusso piuttosto che in spazi esterni all’interno di giardini o parchi privati (magari recuperando inutilizzati casolari o manufatti temporanei).   

Spetta ora al mercato capire chi sia il designer o il progettista adeguato per quello che non può, e non deve essere, solo uno spazio aggiuntivo ma un vero luogo del benessere, realizzato da chi conosce profondamente tali complesse tematiche.  

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