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L’area umida: cuore della SPA, tanto potenziale e mille opportunità.

By 5 Agosto 2020 No Comments

L’area umida: cuore della SPA, tanto potenziale e mille opportunità.

di Paola Vighetto

Nelle SPA, realizzate o ristrutturate negli ultimi anni, si sono create delle ambientazioni meravigliose, capaci di sorprendere la clientela con il sempre più ricercato “effetto wow”.

Quando l’Architetto riesce a coinvolgere, raccontare una storia e fare emozionare, ha trasferito molto di più del suo imprinting e delle sue conoscenze alla struttura.

Per questo è molto importante la raccolta degli elementi che costituiscono il progetto: la zona, i richiami storici e quelli del territorio, le motivazioni ed i valori familiari o d’impresa, il target ed il tipo di esperienza di benessere che si vuole proporre; più aspetti si forniscono, maggiori saranno le possibilità di dare vita ad un’identità definita e ad un Brand riconosciuto.

Nella fase di progettazione ci sono almeno quattro attori particolarmente importanti: il Committente / Proprietario / Imprenditore, l’Architetto / Ingegnere / Designer, l’Economo / Referente Amministrativo e lo/la SPA Manager/ SPA Consultant.

Quest’ultima figura professionale è stata, forse, la meno presente in un settore che si è sviluppato molto e velocemente. In Italia questo ruolo lavorativo non è stato fino ad ora ben definito. Non esiste ancora un percorso formativo che includa competenze amministrative, economiche, tecniche, di gestione del personale e di programmazione di un piano di marketing. Nelle scuole di estetica, spesso, l’area SPA e l’area umida non sono inserite nel programma di studio, soprattutto per quanto riguarda la logistica e il ventaglio di percorsi benessere che, fin dalla notte dei tempi, ne costituiscono parte integrante. Inoltre, questo profilo è ricercato ed inserito quasi sempre a lavori ultimati.

I progetti vengono, quindi, spesso a mancare di un tassello fondamentale, del loro fulcro, la parte esperienziale e vitale: il lavoro pratico quotidiano che si articola in questo ambiente. Non mi riferisco solo alla scelta di una casa cosmetica piuttosto che un’altra o alla selezione delle attrezzature da distribuire nei vari spazi. Ma proprio al “perché” di una SPA, alla vision e alla mission, al tipo di servizio e menù di trattamenti (estetica, massaggi, rituali), all’impostazione dell’offerta ed al miglior modo di comunicarla, a cosa vorremmo che il cliente vivesse nelle ore che dedica alla nostra struttura e a cosa vorremmo gli rimanesse di questo piccolo viaggio nel benessere da portarsi, poi, a casa.

In alcuni casi si vengono a creare delle barriere architettoniche che impediscono il successivo inserimento di rituali veri e propri e la presenza di SPA therapist.

In questo filone, probabilmente anche a causa della mancanza di conoscenza della storia e della cultura dei differenti tipi di saune e Bains de Relax da parte di chi commissiona un progetto, si sono costruite molte SPA che hanno in comune zone ed utilizzi distinti: una zona umida a libero accesso, una zona trattamenti dove l’operatore promuove massaggi, trattamenti di estetica manuale oppure con l’ausilio di macchinari di ultima generazione, e una zona fitness.

Eppure, nell’arco della storia, il mondo delle acque, delle saune, e dei bagni di vapore è sempre stato affiancato da un insieme di rituali, ingredienti e gestualità. Uno spazio di arricchimento e di scambio dal notevole valore sociale.

Alcuni dicono che per essere moderni ed innovatori, bisogna conoscere molto bene le proprie radici. Allora perché le SPA sono diventate così belle, ma senza il loro cuore pulsante?

Lasciamo la maggiore metratura (costi di investimento, funzionamento e manutenzione) per un utilizzo libero.

Un po’ come un ristorante dove i tavoli sono magnificamente apparecchiati e, invece di perdersi in un’esperienza culinaria, dove assaporare ogni sfumatura di gusto, scoprire nuovi sapori e abbinamenti, ci troviamo davanti ad una serie di ingredienti: le nostre scelte saranno perlopiù guidate da ciò che già conosciamo, che ci preclude nuove scoperte.

Un’opportunità sprecata, dove il relax diventa anche un po’ ripetitivo e noioso.

Capienza, costi/ricavi, percorsi … ci sono mille motivazioni. Ad essere obiettivi, il successo della SPA però non è nel cliente che cerca il migliore angolo e la migliore luce per immortalarsi nel selfie perfetto. Anche questo.

Ma sicuramente parte del successo è il cliente che torna, perché semplicemente è stato bene, perché ha scoperto qualcosa di nuovo, perché ha vissuto un’esperienza condivisa. Perché, a casa, ha portato qualcosa di noi.

In un centro di estetica si trattano di più le problematiche fisiche con occhio critico. In una SPA abbiamo la possibilità di abbracciare un menù volto allo stare bene, al di là dei consueti canoni e filtri. Un massaggio può trasformarsi in una degustazione polisensoriale, dove la pelle riceve prezioso nutrimento, le tensioni vengono rilasciate, l’ambiente è accogliente, la musica ideale, e l’olfatto piacevolmente stimolato dalle note inebrianti di una profumazione che ci porta lontani. La memoria olfattiva è la più potente che abbiamo, e un imprinting emozionalmente positivo, in un momento di consapevole abbandono, rimarrà nel ricordo del vissuto.

L’insieme delle saune, delle vasche e piscine, dei percorsi umidi e secchi non sono un pacchetto preconfezionato per l’ospite.

Sono un’opportunità, anzi, molte.

Con piccole accortezze, in fase di progettazione e realizzazione, si può creare uno spazio usufruibile sia come percorso libero, guidato o con l’operatore. Mantenendo equilibri e privacy.

E allora tutto prende forma. E il cuore della SPA inizia a pulsare di mille esperienze.

La sauna si arricchisce della reazione fredda con gli spazi di aria ed i pozzetti di acqua a ricambio continuo. E diventa anche la preparazione detossinante per fangature, bagni di erbe e di fieno, trattamenti di talassoterapia o di sale, per citarne alcuni. Oppure platea di scenografici Aufguss, gettate di vapore, che trasformano il momento di relax anche in intrattenimento e racconto, oltre ad apportare i benefici dei pregiati oli essenziali.

Le cabine di vapore, oltre a fare sciogliere la muscolatura, aprire i pori e le vie respiratorie si trasformano in uno spazio senza tempo, dove, grazie ad antichi rituali, la cute si purifica in profondità. Tutte le cellule morte vengono eliminate e ci si ritrova in quella magnifica sensazione di stare bene con sé stessi e con la propria pelle. Magia dei vapori, della Via della Seta e dei viaggi da “La Mille e una Notte”, in una giornata dedicata a sé stessi.

Nel calidarium (che, per errore, troppo spesso chiamiamo bagno turco o hammam), anche detto stanza del silenzio, si narra che solo i vapori debbano muoversi proprio perché la temperatura e l’acqua permettono il rilascio di ogni forma di tensione e, mentre il sapone nero prepara la cute ad eliminare ogni forma di ossidazione, con leggerezza quasi impercettibile, lentamente, si allontanano i pensieri e la persona ritrova se stessa. Neanche il cielo stellato deve modificarsi d’intensità o colore, per non allontanarci e distrarci da questo respiro profondo. Sinergie potenti ed affascinanti tra acqua e fuoco, caldo e freddo, yin e yang, femminile e maschile.

Il mondo degli elementi primordiali, che vediamo e che poco conosciamo. Capace di accarezzarci l’anima, senza che ce ne accorgiamo. E di rigenerarci, proprio quando ne abbiamo più bisogno.

Risaliamo ad ancestrali culti di bellezza presenti nelle culture persiane, egizie, greche, e del grande Impero Romano (da cui proviene tutto il mondo salus per aquam), rituali che, in alcuni casi, erano volti alla ricerca dell’eternità, di cui ci siamo dimenticati e che, oggi, ci fanno ritrovare l’infinito, il senso e l’armonia in un momento in cui ci permettiamo uno stacco dalle nostre vite frenetiche.

In questo modo la SPA non necessita più di duplicare gli spazi nelle cabine (raddoppiando i costi di allestimento e degli impianti), valorizza le proprie peculiarità (diverse da un centro di estetica), costruisce cultura e curiosità, coinvolge in una pausa polisensoriale dove si perde la dimensione del tempo e ci si ritrova in un’atmosfera nuova, rinati e rinnovati.

Inoltre, permette il contatto “soft” tra ospite e operatore aprendo altre ulteriori possibilità, senza diventare mai invadente.

Perché la sauna, il bagno turco, l’hammam, la banja russa, gli ofuro e onsen perdono la loro essenza senza i loro rituali ad arte, e, ugualmente, necessitano del loro naturale coronamento: il nutrimento del corpo e della pelle con un massaggio dagli oli profumati e preziosi, un trattamento specifico del viso o della schiena, una cerimonia per la bellezza delle mani e dei piedi.

Si scoprono profumi inebrianti, nuove gestualità e texture di prodotti che ci accompagneranno, poi, nella quotidianità, a casa richiamando alla mente la meraviglia delle sensazioni provate.

In attesa della prossima esperienza in SPA. Diversa e unica. Dove l’emozione lascia spazio al sentimento.

Il piacere di prendersi cura di sé. La fiducia che si prendano cura di noi.

 

Paola Vighetto

www.charmedorient.it

@charmedorientitalia (Facebook e Instagram)

Paola Vighetto si occupa da oltre vent’anni degli spazi, dei rituali e dei prodotti legati alle aree umide delle SPA.

Spa Manager, Spa Consultant ed Event Spa Manager, Maestra di Sauna e di Hammam ha fornito consulenza a diverse strutture sia in fase progettuale, che di ristrutturazione o di organizzazione delle suddette aree.

Ha formato lo staff delle Spa di diversi hotel e strutture. Specializzata nei rituali legati al bagno turco, all’hammam e ai Bains de Relax. E’ direttrice di Charme d’Orient Italia.

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