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Ryugyong Hotel: il grattacielo inabitato a forma di piramide

By 19 Agosto 2019 Settembre 18th, 2019 No Comments

Nel 1987, Pyongyang, la capitale della Corea del Nord vide l’inizio dei lavori per un nuovo imponente hotel. Il grattacielo a forma di piramide doveva superare i 1.000 piedi di altezza ed era progettato per ospitare almeno 3.000 stanze da letto, oltre a cinque ristoranti rotanti con vista panoramica.

Il Ryugyong Hotel – dal nome di uno storico appellativo per Pyongyang che significa “capitale dei salici” – avrebbe dovuto aprire i battenti solo due anni dopo. Ma non l’ha mai fatto.

Mentre la struttura raggiunse l’altezza prevista nel 1992, il grattacielo rimase senza finestre e vuoto per i successivi 16 anni, con il suo nudo cemento esposto, come un mostro minaccioso dominante la città. É durante quel periodo che l’edificio che sminuisce tutto ciò che lo circonda, si è guadagnato il soprannome di “Hotel of Doom” (tempio maledetto).

Da allora il grattacielo inabitato è stato rivestito in metallo e vetro. Successivamente dotato di luci a LED, che hanno contribuito a trasformarlo in uno spettacolo notturno colorato. I lavori sono iniziati e si sono fermati molte volte, alimentando speculazioni costanti sull’eventuale apertura agli ospiti.

Ancora oggi chiuso, il Ryugyong Hotel è il grattacielo inabitato più alto del mondo.

Una pedina della guerra fredda

Storicamente, il Ryugyong Hotel era frutto della rivalità della Guerra Fredda tra Corea del Sud, sostenuta dagli USA e il Nord, appoggiato dai Soviet. L’anno prima dell’inizio dei lavori, un’azienda sudcoreana aveva costruito quello che all’epoca era l’hotel più alto del mondo, il Westin Stamford a Singapore. La capitale del Sud, Seoul, si stava preparando nel frattempo ad ospitare le Olimpiadi estive del 1988, contemporaneamente a una transizione verso una democrazia capitalista.

Come parte della risposta politica della Corea del Nord ai successi del Sud, nello stesso anno Pyongyang organizzò il Festival mondiale della gioventù, una sorta di versione socialista delle Olimpiadi. Il paese si impegnava a costruire il massiccio hotel per l’evento, rubando il record del mondo lontano dal sud. Ma, a causa di problemi, non fu completato in tempo. E il governo aveva già versato miliardi nell’evento e in altre infrastrutture costose. Il tutto, mise a dura prova la fragile economia dello stato, mentre il crollo dell’Unione Sovietica lo lasciò privo di aiuti e investimenti vitali.

La Corea del Nord era destinata a una crisi economica. E, sebbene la struttura esterna fosse stata completata, la costruzione fu interrotta nel 1992. Icona del momento: una gru abbandonata in cima all’edificio.

Una struttura concreta

L’edificio è composto da tre ali, ognuna inclinata con un angolo di 75°. Queste convergono in un cono che racchiude gli ultimi 15 piani, destinati a ristoranti e ponti di osservazione. La forma piramidale è molto più che estetica: il Ryugyong, insolitamente per un grattacielo, è fatto di cemento armato piuttosto che di acciaio.

“È stato costruito in questo modo perché i livelli superiori dovevano essere più leggeri”, ha detto Calvin Chua, un architetto con sede a Singapore che ha studiato a fondo l’urbanistica di Pyongyang, in un’intervista telefonica. “Non avevano materiali di costruzione avanzati, quindi è stato interamente costruito in cemento. Non è possibile realizzare una torre leggera in questo modo, dunque è necessario disporre di una base massiccia con una parte superiore affusolata. Tutte le costruzioni in Corea del Nord dalla fine della guerra di Corea sono fatte di cemento: questo è il materiale con cui hanno familiarità”. 

Secondo Chua, che ha lavorato in Corea del Nord con architetti locali, il progetto del Ryugyong appare come una montagna, non una piramide, in quanto simbolo del paese. La biografia ufficiale di Kim Jong Il, il defunto padre dell’attuale sovrano Kim Jong Un, afferma che è nato in un campo militare segreto sul Monte Paektu, la montagna più alta della penisola coreana (emblema nazionale della Corea del Nord).


È un edificio molto iconico, in relazione al paesaggio cittadino di Pyongyang. Visto da lontano, appare come una specie di obelisco. Se pensiamo a quello in Piazza San Pietro a Roma che rappresenta un faro per la città, il Ryugyong è simile, ma più definito.

Un secondo inizio

Nel 2008, dopo una pausa di 16 anni, la costruzione riprese inaspettatamente, come parte di un accordo con Orascom, un conglomerato egiziano incaricato di costruire la rete 3G in Corea del Nord.
La vecchia gru arrugginita rimasta in piedi sull’edificio per due decenni venne finalmente rimossa. I lavoratori  installarono pannelli di vetro e metallo sulla struttura in cemento, al costo di $ 180 milioni, smaltandolo completamente e conferendo all’edificio un aspetto lucido ed elegante.

Il progetto, completato nel 2011, ha alimentato le speculazioni sull’apertura dell’hotel. Il gruppo tedesco Kempinski annunciò che il Ryugyong si sarebbe parzialmente aperto sotto la sua direzione a metà 2013, ritirandosi però solo alcuni mesi dopo.

Ci furono voci che affermavano come il grattacielo inabitato fosse strutturalmente instabile, a causa delle scarse tecniche di costruzione e dei materiali. Proprio nel 2014, un condominio di 23 piani è crollato a Pyongyang perché la costruzione non era stata eseguita correttamente.

A giudicare dall’esterno, l’edificio sembra strutturalmente solido, sebbene l’interno possa dimostrare diversamente. Il vero problema potrebbe essere la facilità di adattamento: in quanto costruito con cemento, ci vorrebbe molto tempo per ricollegare i servizi necessari originari degli anni ’80. Sarebbe molto più facile con una struttura in acciaio.


Le fotografie degli interni dell’hotel del 2012 hanno rivelato che, all’interno, sono stati fatti pochissimi lavori. 

Sebbene il suo aspetto esterno abbia subito numerose trasformazioni, il Ryugyong ad oggi non è ancora aperto.

Un futuro brillante?

Il Ryugyong tornò in vita nel 2018, quando i LED  installati sulla sua facciata, lo trasformarono nel più grande spettacolo di luci di Pyonyang, nonché una macchina di propaganda. Al suo interno è disponibile un programma di quattro minuti che mostra la storia della Corea del Nord e una varietà di slogan politici.
La facciata del grattacielo inabitato proietta la bandiera della sua patria, ed è acceso ogni volta che ci sono grandi eventi in città, ma non sempre.

Negli ultimi anni, un’attenzione particolare è stata rivolta per l’area che circonda l’hotel, recentemente aperta. Questa infatti, consente a chiunque di camminare fino all’entrata principale (ma non entrare). Nel giugno 2018, un cartello è stato aggiunto all’edificio il quale cita semplicemente “The Ryugyong Hotel” in coreano e inglese.

La domanda rimane: si aprirà mai?

È molto difficile da dire, perché dal momento che l’edificio è rivestito di vetro, non è possibile vedere l’interno. Ma senza dubbio qualcosa sta succedendo.

Il Ryugyong Hotel non è più l’edificio più alto della penisola coreana: la Lotte World Tower di Seoul, completata nel 2017, l’ha superata di quasi 240 metri. È ancora il più alto della Corea del Nord, anche se Pyongyang ha visto di recente un aumento di grattacieli e edifici kilometrici (il più alto è di soli 60 metri più corto rispetto al Ryugyong Hotel).

Per anni, per evitare imbarazzi, il governo nordcoreano ha accentuato l’edificio nelle foto ufficiali della capitale, per metterlo in mostra. L‘installazione dell’illuminazione a LED potrebbe segnalare l’avvio di un piano per il suo futuro.

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